sabato, 02 agosto 2008, 01:26

In the summer time.
Sto per partire. E' il solito déjà vu: troppi bagagli che metteranno alla prova la mia abilità di campione di tetris per infilarli in auto, un'afa da non riuscire a prendere sonno e quella dolce malinconia che accompagna la chiusura della zip della mia valigia. Non c'è nessuno che attenderà il mio ritorno. Nessun uomo che conterà le settimane, i giorni e le ore che ci separano. A volte penso che sarebbe bello avere qualcuno che ti aspetta, sarebbe bello anche solo promettere "ti chiamerò tutti i giorni". Parto tra meno di tre ore. Sarà il solito viaggio in auto con mia mamma e mia sorella, con la Mina a tenerci svegli e la sosta sul ciglio di qualche strada al sorgere dell'alba. Per poi restare incantato appena scorgerò il mare che da sempre associo alla parola mare, il mare di Palinuro. Non so quando torno. E' il vantaggio di non avere nessuno che mi aspetta, no? Fate i bravi.

CarrieBradshaw


lunedì, 28 luglio 2008, 01:18

Il super ranocchio.
Sono due notti che non dormo. E' tutta colpa di mia sorella che l'altro giorno mi ha chiesto: "Ti ricordi di Superfrog?". Nel giro di pochi secondi siamo stati sommersi dai colori dei videogiochi che hanno accompagnato la nostra infanzia. Quei giochi interminabili, che ci tenevano impegnati per interi pomeriggi nel tentativo di superare un livello e scoprire finalmente quello successivo. Ricordo le sue mani sudate sul joystick, quando aveva paura di sbagliare. Ed io che la spronavo a tentare, "che tanto se muori è solo un gioco". Superfrog era uno di quei giochi. Non ci interessava il gioco in sé, ma vedere cosa accadeva dopo, come una sorta di telefilm a puntate. Lo vivevamo assieme, ostacolo dopo ostacolo. E credo sia arrivato finalmente il momento di vedere come finisce.


N.B.
Potete scaricare il gioco qui.
CarrieBradshaw


domenica, 20 luglio 2008, 18:43

Mantengo la promessa: le foto della mia laurea sono qui. Un grazie enorme ai miei fotografi, che col sudore della fronte - e chissà quali e quanti trucchi del mestiere - son riusciti a farmi sembrare più figo di quello che realmente sono.

CarrieBradshaw


mercoledì, 16 luglio 2008, 17:00

Dottor FAG.
Ricordo ancora il mio primo giorno di lezione all'università, quando presi posto nell'auditorium con la penna nuova ed il quadernone a righe immacolato. Custodivo gelosamente nella borsa tante insicurezze e tanti sogni che non osavo nemmeno sbirciare. Ricordo le prime conoscenze, la prima volta che incrociai gli occhioni scuri di Manuela e me ne innamorai, le sveglie all'alba per non perdere il treno. Ricordo quando arrivavo all'università circondato da bellissime ragazze, le mie amiche di viaggio, e gli sguardi invidiosi dei pochi maschietti del mio corso. Ricordo i caffè, le sigarette durante le pause, gli sbadigli durante certe lezioni che sembravano non terminare mai. Ricordo il primo esame sostenuto, il primo esame rinviato, il primo esame andato male. E ricordo la mia immagine riflessa nello specchio del bagno, ieri mattina, nel mio completo grigio, nella mia camicia coi gemelli, nel mio sguardo che svela e cela a suo piacimento. E' stato tutto perfetto ieri. Se avessi immaginato la mia laurea - cosa che mi sono sempre imposto di non fare - l'avrei immaginata proprio così. Io tranquillo, tranquillissimo, fino a pochi secondi prima di dovermi alzare. Poi la scarica di adrenalina, forte come un'esplosione primaverile di colori e profumi. Il mio relatore che presenta la mia ricerca con tutti gli onori ed una punta di orgoglio nella voce. Io che prendo il microfono e la mano non trema. Io che inizio a parlare e la mia voce è forte e chiara. Eccomi lì, presuntuosamente e sfacciatamente figo, padrone di me stesso e delle mie emozioni, un dio sceso in terra. Il correlatore, nonché presidente della commissione, pende dalle mie labbra, mentre il mio professore annuisce compiaciuto. Io vado avanti, senza esitazioni, fino a quando il presidente mi interrompe soddisfatto ed io invece pretendo di aggiungere un'ultima cosa. Sono un folle esibizionista. Nessuna domanda, nessuna obiezione, nessun chiarimento. Solo una battuta del mio relatore al secondo tentativo del presidente di interrompermi: "Se non lo fermiamo, lui continua senza problemi". Sorrido e restituisco il microfono. Un successo. Vado fuori, seguito dal mio piccolo perfetto clan che mi sommerge di baci e abbracci e foto. Poi la proclamazione, in piedi tra gli altri candidati, davanti alla commissione. Il presidente ripete la formula di rito per poi passare alle singole votazioni. Sento il mio nome, faccio al volo il calcolo e mi rendo conto di aver ricevuto il massimo di punti per la tesi. Guardo d'istinto il mio professore e lui guarda me in quello stesso momento. Mi sorride. E mentre, lontano anni luce da me, il presidente continua a parlare, apro la mia borsa ma la trovo vuota. Le insicurezze sono sparite ed i sogni li tengo stretti nella mia mano.


N.B.
Le foto nei prossimi giorni, promesso.
CarrieBradshaw


martedì, 01 luglio 2008, 04:15

Tiziano o Valentino?
Sono stato incosciente e testardo. Ero il primo a non credere di riuscire a sostenere gli ultimi tre esami nel giro di dieci giorni. Ed infatti ieri, alla vigilia del terzo ed ultimo enorme scoglio, mi sono arreso, mandando affanculo il mio proposito di passare la nottata sui libri e mi sono addormentato. Poi stamattina qualcuno ha deciso che il compito venisse rinviato dalle 10 alle 15 ed in quelle cinque ore infinite ci ho voluto credere senza esitazioni. Ancora non ne sono completamente consapevole, ma tra due settimane mi vestirò di rosso. Tiziano o Valentino?


N.B.
Un grazie speciale a chi in questi giorni ha saputo sostenermi anche solo strappandomi un sorriso. Vi voglio bene.
CarrieBradshaw


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